I Luoghi del Cuore.


Ci sono Luoghi, che profumano di casa, Luoghi da cui puoi scappare, ma non riesci a stare lontano.

Li hai le tue radici, li è dove tutto è iniziato ed è lì che tutto avrà un seguito, e una una fine.

Anni a dietro, in un casolare in campagna, nacque mia nonna, la Celeste, figlia di mezzadri, che una volta sposata, si trasferì in città.

 Una donna molto mite, sia di carattere che di portamento, sembrava quasi nata per resistere, ai tormenti della vita.

Madre di 4 figli, un marito, non di indole cattiva, ma uomo figlio dei tempi, frequentatore del bar, lavoratore e poco attento al quadro famigliare.

Povera donna, si è logorata per andare a servizio dei Signori cittadini, avendo due bimbe piccolissime, Tina e Luciana (mamma) ha fatto anche la balia, per il neonato di un famoso medico , la quale moglie purtroppo, di cagionevole salute, non aveva latte.

Mio nonno all' epoca, era in Germania a lavorare, e mandava i soldi a casa, con i famosi ''Valia'', che nonna aspettava con ansia,nel mentre il bottegaio le faceva credito.

Nel mentre arriva la guerra, che già serpeggiava da un pò, il fascismo e i figli maschi, e gli uomini vengono arruolati.

Mio nonno, in quanto milite della Pubblica Assistenza, finisce nella Croce rossa, mio zio, nell'esercito.

Avrebbe voluto scappare, non prendere parte a questa assurdità, ma pensa alla mamma, alle sue sorelline, rispettivamente di due e un anno, e alla sorella da poco diciottenne, che, sarebbe stata facile preda di balordi che per annientare chi si opponeva, avrebbero compiuto qualsiasi scempio di violenza e mal sano atto.

Lei non si scompone, guarda avanti Celeste, pensa ai suoi figli, e a quel suo figlio tanto lontano, e a come fare per mettere insieme il pranzo e la cena. 

La guerra si fa sempre più pressante, arrivano i bombardamenti e di conseguenza gli sfollamenti.

E dalla città guarda caso, finisce di nuovo, a pochi passi dal casolare in cui è nata,

aiutata dalla figlia maggiore, all'epoca diciottenne, la Rina, che pur di lavorare macinava chilometri in bicicletta, e nonna con molta umiltà, un gran pregio del suo carattere, lavora nei campi, tira avanti come può.

La guerra prende la piega che sappiamo, molti dei ragazzi arruolati forzatamente con ricatti e metodi a dir poco assassini, cercano il modo per non tornare più al fronte.

Celeste, però, ha modo di tornare in città, lascia di nuovo il casolare e le viene assegnato, camera e cucina, dove si trasferisce, e ricomincia a trovarsi dei lavori per sbarcare il lunario,  comunque speranzosa, suo figlio ha scritto che stava per tornare, attendeva solo la firma del superiore per il permesso, e il suo intento era non tornare più.

Invece, arriva la terribile notizia, che una bomba aveva fatto saltare il mezzo militare dove lui era, per raggiungere il superiore per la firma dei permessi.

Lui non doveva essere li, in realtà un suo collega doveva andare, ma lui aveva fretta, e ha scelto di andare al suo posto.

Anche in questo caso, con questo dolore immenso, Celeste, va avanti, si dedica alle figlie, e poi ai nipoti.

La figlia di mezzo, ma madre, Luciana, a un certo punto conosce mio padre, Atos originario, e abitante a poca distanza , del paese dove molti anni prima nacque la Celeste.

I due si frequentano, e nel Febbraio del 1966, si sposano. Un anno dopo nacqui io.

L'obiettivo di Papà, era avere una casa, e un pezzetto di terra, dove perdere il tempo e coltivare le verdure e i frutti necessari per la casa, proprio li, o nelle vicinanze del paese originario.

I tempi sono duri, lavoro ce n'è poco ed è costretto, insieme a Mamma e me, a trasferirsi in un altra regione.

Ma, il progetto d tornare alle radici, al proprio paese e sempre ben chiaro in mente, e lavorano duramente tutti e due per realizzarlo.

Tanto è vero, che a un certo punto, Papà si mette in cerca di un lotto di terreno per avviare la costruzione della casa.

Le proposte sono tante, ma nessuna soddisfa la aspettative, finchè un giorno un lontano parente, chiama informandolo, che ci sono appezzamenti di terreno disponibili, se era interessato.

Ebbene l'unico appezzamento rimasto, era esattamente,a pochi metri da dove era nata Nonna anni prima, dove ere tornata sfollata in tempo di guerra.

Papà lo acquistò subito, avviò la costruzione, e in fine, Nonna vi passò gli ultimi anni della sua vita, insieme a noi, così a pochi passi da dove era nata tanti anni prima.

Dove, visse Papà, Mamma, e dove penso vivrò io, e dove , qualsiasi viaggio, se pur meraviglioso possa essere, desidererò tornare, dove riposa il mio cuore, dove la mia inquieta anima trova pace.




Commenti