E arriva Pasqua!

E' in arrivo la festa di Pasqua! festività molto importante in tutto il mondo, sia per il risvolto spirituale, delle varie religioni, sia per il significato che ognuno di noi da alla festa. A me personalmente, dopo l'Equinozio ( 21 marzo), che ci proietta nella nuova stagione, la primavera, la Pasqua, rappresenta la rinascita, la leggerezza il sole che ci riscalda dal triste lungo inverno. Ora, sapete che, sono molto legata alle tradizioni, specialmente contadine , e mi piace portarne testimonianza, frutto della mia infanzia, che da racconti delle mie nonne. Bene, in campagna, la Pasqua, rappresentava veramente una festa...l'aria si allagava, si cominciavano a sentire i profumi, la attività prendevano vita. Era il momento in cui le galline cominciavano a fare più uova, e cominciavano la cova, le bestie da stalla, facevano i piccoli, i campi cominciavano a dover essere accuditi, già preparati in autunno, arati e concimati, ora devono essere seminati, con quello che serviva, grano, erba per il fieno ecc.., solitamente, si seminavano anche gli orti. Si seguivano  le lune, a luna calate tutto ciò che sta sotto terra, le radici ad esempio o le rape, e a luna crescente tutto ciò che è foglia, insalate erbette ecc... ad eccezione della '' luna di Pasqua'' indipendentemente da calante e crescente, va bene per tutto. Era un momento di grande fermento, e di gran fermento in Campagna. Per quanto riguardava l' alimentazione, beh, si alleggeriva di parecchio, si abbandonava le minestre invernali pesanti, i sughi e gli umidi, per far spazio a erbe spontanee, come asparagi selvatici, sprelle e radicchio, cicoria selvatica, carni bianche, uova, formaggi freschi. Il giorno di Pasqua, la Rèzdora (la donna anziana di casa), si alzava presto, preparava il pane, e cuoceva le uova a lesso (òv a bàlòta) colorandole con l'erba per farle verdi, oppure con i fondi di caffè per farle marroni, e le metteva in tavola per la colazione, con latte e orzo, o caffè, pane e marmellate fatte in casa, metteva avanti il pranzo, composto di solito, da Tortelli, ripieni con ricotta fresca, spinaci o erbette o erbe selvatiche, tipo l'ortica, un arrosto, di solito animali da cortile, pollo, anatra o oca, contorno di patate. La tavola era semplice, la tovaglia, quella della dote, di solito di lino bianco, i piatti quelli del sevizio buono, come i bicchieri.  A Pasquetta, si raccoglievano gli avanzi.
Oggi, pur cercando di mantenere, in parte le tradizioni, io apparecchierò la tavola con una tovaglia leggera, ma ho pensato a una tovaglia color verde acqua, il sevizio sarà quello di nonna, il suo amatissimo servizio di primavera, come lo chiamava lei, e anche i suoi bicchieri. Il menù, beh, sempre sulla leggerezza, ma un pò rivisitato:
Per il giorno di Pasqua:
. Savarèn di riso
. Orate con pomodorini, Patate olive e capperi
. Puntarelle al burro
. Colomba della Lory.
Per il giorno di Pasquetta:
.Roastbeef all' inglese
.Patate al forno
.uovo Pasquale.
Con l'arrivo della modernità, i menù cambiano, ma l'importante è ricordare le tradizioni, e trasmetterle a chi non ha vissuto queste sane e semplici realtà.
Augurandovi una serena Pasqua, troverete le ricette nei prossimi giorni <3






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