Oggi, mentre qui in valle, è un’esplosione di colori e fiori, nei monti circostanti, è apparsa la neve. Già da ieri era un po’ preannunciata, infatti nuvole grigie e pesanti arrivavano dai monti, l’aria si era rinfrescata parecchio e prometteva tempesta. Ad ogni modo, nulla di insolito, anche i nostri vecchi prevedevano nevicate ai primi di Marzo, che anche fosse arrivata una spolverata in valle, non era destinata durare a portare scompiglio più di quel tanto. I lavori nei campi, non erano ancora cominciati, e si aspettava almeno fino alla luna nuova per cominciare a fare orto e altre attività all'aperto. Si aspettava con ansia la luna di Pasqua, che a differenza, delle regole comuni, andava bene per tutto. Un tempo, infatti si guardava le lune per le semine, tutto ciò che andava sotto terra, tipo rape, ravanelli, patate, radici insomma, andavano a luna calante, tutto ciò che andava sulla terra, a luna crescente, esempio, insalate, erbe aromatiche, tutto ciò che ha foglia. Ci sono vari detti antichi riguardanti questo primo mese di primavera...
Eccone alcuni:
''Mèrs, Màrsò,
un càtìv e un bò.
(Marzo, Marzone
un giorno buono e uno cattivo)
Là nèva Màrsarola,
la dùra cmè la nòna e la nòra
(La neve di marzo, dura, come l'accordo fra suocera e nuora)
Se la Candèna la fà cèr, a ghè a mèrs cha tòrna Znèr.
( se per la candelora, 2 febbraio, c'è il sole, a Marzo, torna gennaio)
Fonti: ricordi della mia nonna.
Eccone alcuni:
''Mèrs, Màrsò,
un càtìv e un bò.
(Marzo, Marzone
un giorno buono e uno cattivo)
Là nèva Màrsarola,
la dùra cmè la nòna e la nòra
(La neve di marzo, dura, come l'accordo fra suocera e nuora)
Se la Candèna la fà cèr, a ghè a mèrs cha tòrna Znèr.
( se per la candelora, 2 febbraio, c'è il sole, a Marzo, torna gennaio)
Fonti: ricordi della mia nonna.

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