Il triste destino di Aloisia, del borgo antico di Grazzano Visconti.
Vi è un piccolo borgo, in provincia di Piacenza, molto singolare dal nome di Grazzano Visconti.
Vi sono tracce storiche,di Grazzano già dal 1300, quando, precisamente nel 1390, circa, Giovanni Anguissola, costruì un castello, per viverci con la moglie Beatrice Visconti, che rimase della Famiglia Angiussola fino al 1870, quando alla morte dell'ultimo erede, Filippo, senza eredi, passo alla moglie Francesca Visconti, e in seguito al nipote Guido Visconti di Mordone.
All' inizio, il borgo, non era presente, esisteva solo il castello, e qualche edificio rurale, fù il figlio di Guido, Giuseppe, che nel 1905, iniziè una restaurazione del castello e sostituì gli edifici Rurali, con delle costruzioni gotico/rinascimentali, e un bellissimo parco, i lavori terminarono nel 1915, consegnando la splendida ''cittadina fortificata'' come la vediamo al giorno d'oggi.
Nel 1986 Grazzano visconti, ottiene il titolo di Città d'arte dell Emilia Romagna.
In questa cornice, si racconta di una leggenda.
La storia, di Aloisia, ricca di famiglia, si innamorò pazzamente di un soldato di ventura. La Povera Aloisa, non era una bella donna, anzi, era piccoletta e cicciottella con tratti del viso molto comuni e di per sè poco attraenti. Per interesse, però il soldato, la sposò. Finì per essere tradita, e quando lo seppe, morì di dolore. Da allora, si dice che il suo fantasma, vaghi sia per il castello, che tra gli alberi del parco, numerose sono le statue con le sue sembianze sparse per il borgo. Aloisia infatti diventò la protettrice degli amori sfortunati o non corrisposti, si dice che portare piccoli doni alla sua statua porti bene, fiori , una caramella, un elastico...ma mi raccomando, non soldi , i soldi non portano amore, ed Aloisia, ne è la testimonianza.
Vi sono tracce storiche,di Grazzano già dal 1300, quando, precisamente nel 1390, circa, Giovanni Anguissola, costruì un castello, per viverci con la moglie Beatrice Visconti, che rimase della Famiglia Angiussola fino al 1870, quando alla morte dell'ultimo erede, Filippo, senza eredi, passo alla moglie Francesca Visconti, e in seguito al nipote Guido Visconti di Mordone.
All' inizio, il borgo, non era presente, esisteva solo il castello, e qualche edificio rurale, fù il figlio di Guido, Giuseppe, che nel 1905, iniziè una restaurazione del castello e sostituì gli edifici Rurali, con delle costruzioni gotico/rinascimentali, e un bellissimo parco, i lavori terminarono nel 1915, consegnando la splendida ''cittadina fortificata'' come la vediamo al giorno d'oggi.
Nel 1986 Grazzano visconti, ottiene il titolo di Città d'arte dell Emilia Romagna.
In questa cornice, si racconta di una leggenda.
La storia, di Aloisia, ricca di famiglia, si innamorò pazzamente di un soldato di ventura. La Povera Aloisa, non era una bella donna, anzi, era piccoletta e cicciottella con tratti del viso molto comuni e di per sè poco attraenti. Per interesse, però il soldato, la sposò. Finì per essere tradita, e quando lo seppe, morì di dolore. Da allora, si dice che il suo fantasma, vaghi sia per il castello, che tra gli alberi del parco, numerose sono le statue con le sue sembianze sparse per il borgo. Aloisia infatti diventò la protettrice degli amori sfortunati o non corrisposti, si dice che portare piccoli doni alla sua statua porti bene, fiori , una caramella, un elastico...ma mi raccomando, non soldi , i soldi non portano amore, ed Aloisia, ne è la testimonianza.
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| (statua di Aloisia foto tratta dal web) |

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